Cannabis Legale avrebbe realmente un futuro? - Cannabis LegaleCannabis Legale

Cannabis Legale avrebbe realmente un futuro?

La Cannabis Legale avrebbe realmente un futuro in Italia?

 

Legalizzala!! E’ probabilmente un motto di cui tutti abbiamo sentito parlare e forse abbiamo anche inneggiato in piena gioventù.

Legalizzare l’uso e il consumo di Marijuana da generazioni rappresenta quasi più un una battaglie ideologica che una reale necessità.

Non voglio addentrarmi nelle questioni economico, sociali e sanitarie che questa legalizzazione comporterebbe. Da questo punto di vista ne ho già lette tante, di opinioni, tutte più o meno interessanti e giustificate.

Vorrei soffermarmi su un problema apparentemente secondario ovvero: il prezzo e il suo rapporto con la Cannabis Legale.

La domanda che mi e vi pongo è la seguente:

  • “Siamo pronti a pagare le spese, le imposte e i dazi proprie dei prodotti a uso ricreativo?”

Illegale è sicuramente un appellativo, una macchia, negativa nei confronti di qualsiasi cosa si voglia vendere.

Allo stesso tempo “Legale” abbiamo realmente compreso cosa significa?

Pensate possa esserci un futuro per un prodotto che una volta tassato, aggiunto di Iva e di ricarico minimo della filiera andrebbe a costare molto di più di quello che siamo abituati ora a pagare dal “dealer di strada”?

Questa è la questione su cui ideologia e realtà dovrebbero andare a scontrarsi e confrontarsi.

La Cannabis Light/Legale sta agitando le acque e aprendo a una potenziale “legalizzazione” ma siamo sicuri che sia quello che poi realmente le persone vogliono/sono disposte a pagare?

 

Normativa vigente legge numero 242 del 2 dicembre 2016)

 

Vi ricordiamo che tutti i prodotti presenti nel nostro sito sono a uso esclusivamente Tecnico e di Laboratorio.

Secondo la nuova legge italiana sulla canapa industriale entrata in vigore il 14 gennaio (legge numero 242 del 2 dicembre 2016) e pubblicata in Gazzetta Ufficiale è dunque regolata da nuove norme. Le novità sono principalmente tre:

1) Non si rende necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa (Cannabis Legale) certificate con contenuto di THC al di sotto dello 0,2%.

Questo significa che la comunicazione alla più vicina stazione delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza) NON è più necessaria.

Gli le uniche azioni obbligatorie per il coltivatore sono quelle di conservare i cartellini della semente comprata.

Il periodo di detenzione non deve essere inferiore a dodici mesi. Si deve altresi conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa in vigore.

 

2) La percentuale di THC nelle piante (Cannabis Legale) analizzate potrà oscillare dallo 0,2% allo 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore.

Gli eventuali controlli verranno eseguiti da un soggetto unico. I controlli saranno eseguiti sempre in presenza del coltivatore. Gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche.

Nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione.

Anche in questo caso però «è esclusa la responsabilità dell’agricoltore».

 

3) Sono previsti finanziamenti nell’ordine massimo di 700mila euro l’anno «per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa».

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